Buon giovedì

Ho ancora una quarantina di minuti prima di andare a prendere Michelangelo a scuola.

Metà mattina l’abbiamo passata in posta, l’altra metà non l’ho neanche vista, se devo essere sincera.

Ho quasi finito di guardare anche l’ottava e ultima stagione de “Gli amici di papà” su Netflix.

Un ricordo di quando ero piccola.

Adoravo questa serie tv.

E, quando l’ho trovata in streaming, non ho perso occasione per guardarmela tutta (a rate, ovviamente).

E ora mancano solo le ultime due puntate, purtroppo.

Poi vedrò cosa vedere.

Vi auguro una fantastica giornata.

Buona serata

E’ stata una giornata impegnativa quindi vi mando un salutino veloce veloce.

Buona serata a tutti!

Lettera a un bambino mai nato – Oriana Fallaci

Questo è uno dei libri di Papà.

Era un po’ che gli facevo la ronda e mi sono finalmente decisa a leggerlo.

Le lettere che una donna, che ha appena scoperto la gravidanza, scrive a suo figlio che ancora non è nato.

I suoi dubbi, i dubbi di chi le sta accanto.

La situazione difficile con il padre del bambino.

Un libro interessante da leggere.

Bello e commuovente dall’inizio alla fine.

Lettera a un bambino mai nato

di Oriana Fallaci

Editore: Biblioteca Universale Rizzoli

Anno: 1975

Trama

“Non sono io la donna del libro. Tutt’al più le assomiglio, come può assomigliarle qualsiasi donna del nostro tempo che vive sola e che lavora e che pensa. Proprio per questo, perché ogni donna potesse riconoscersi in lei, ho evitato di darle un volto, un nome, un indirizzo, un’età.” Così Oriana Fallaci in occasione della pubblicazione nel 1975 di Lettera a un bambino mai nato, il monologo di una donna che aspetta un figlio e che guarda alla maternità non come un dovere ma come una scelta personale e responsabile. In un’analisi di esemplare razionalità che fa ricorso a una lingua tersa ed essenziale, senza mai rinunciare alla consueta passione, la Fallaci interroga la propria coscienza affrontando il fondamento della natura femminile. Basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Ed è giusto sacrificare una vita già fatta a una vita che ancora non è? Il libro supera i dilemmi legati al dibattito sull’aborto, si impone all’attenzione dei lettori del mondo intero ed è oggi considerato un classico della letteratura di tutti i tempi e Paesi.

Per sole donne – Veronica Pivetti

Il sesso vissuto da 5 donne di mezza età.

Adelaide, sposata con Andrea.

Benedetta, single che prenderà una cotta per un collega gay.

Martina, frequentatrice di uomini.

Tonia, l’amica lesbica.

Rosaria, la gattara del gruppo, regolarmente sposata.

Le loro esperienze, i loro pensieri.

In alcuni punti è anche divertente.

Completamente diverso dai primi due libri di Veronica Pivetti, però nel complesso l’ho apprezzato.

Per sole donne

di Veronica Pivetti

Editore: Mondadori

Anno: 2019

Trama

“Era stata una scopata noiosissima. Adelaide si era addormentata a metà, mentre Andrea gliela leccava.” È il fulminante inizio di Per sole donne, il primo romanzo di Veronica dopo due esilaranti bestseller autobiografici.

Adelaide fa l’antiquaria, ha un marito più giovane di lei con cui è in crisi, una madre complice e saggia nonostante un principio di arteriosclerosi, e quattro amiche vere, che come lei stanno attraversando la crisi dei cinquant’anni.

Crisi? In realtà si direbbe che non si siano mai divertite tanto. Nei loro incontri (quasi sempre in un ristorante cinese) si scambiano le più inconfessabili confidenze sessuali, e al lettore è concesso di origliare e apprendere così, nei più imbarazzanti dettagli, le avventure e le sventure erotiche di Adelaide, Benedetta, Tonia, Rosaria e Martina.

Cinque donne diversissime tra loro ma accomunate da due cose: una visione ormai disincantata della vita e, al tempo stesso, una gran voglia di viverla a pieno. Anche a dispetto dell’età che avanza, come sperimenta dolorosamente Adelaide durante un amplesso con l’atletico amante Lorenzo detto “Trivella”.

Si ride molto, alle loro spalle e a quelle dei loro partner, talmente goffi da suscitare tenerezza.

Ma tra un sorriso e una risata capita anche di riflettere sull’eterna conflittualità dei rapporti tra i sessi e sull’inossidabile valore dell’amicizia.

Un’avvertenza: astenersi puritani e persone sensibili. Tenere lontano dalla portata dei bambini.

Buongiorno (forse)

Stamattina mi sento un po’ così.

Questo tempo grigio va pari passo con il mio umore.

Ieri mattina è arrivata la notizia che un mio professore delle scuole medie è morto.

Certo, erano 23 anni che non lo vedevo, ma ogni tanto lo pensavo ancora.

Come tutti i miei insegnanti dall’asilo alla fine delle superiori.

Mi dispiace molto che non ci sia più.

Era una bravissima persona con una pazienza inaudita dato la mia classe di scalmanati.

Io, in realtà, ero una via di mezzo.

Dipendeva da chi avevo seduto accanto.

Vorrei mandargli un pensiero silenzioso, in questa valle di ricordi, sperando che non abbia sofferto e che ora faccia un buon viaggio.

Buon pomeriggio

Sta per finire anche questo venerdì.

Non so se domani e domenica riuscirò a passare dato che lavorerò, però non si sa mai quali stupendi mezzi ho a disposizione per arrivare qui.

Quello che so per certo è che oggi vi auguro una stupenda serata e una notte piena di stelle.